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Canalina da esterno per copertura canali di scarico e tubazioni

Posted on Author Kasar Posted in Antivirus

  1. Ecco i nostri tubi e canaline passacavi
  2. INSTALLAZIONE: canalina e tubo scarico condensa
  3. Canaline copritubi
  4. CANALINA A BATTISCOPA

Canalina da esterno per copertura canali di scarico e tubazioni. Previous Next. LA CANALINA IN PLASTICA “RESTAURA”, DI COLORE BIANCO RAL Canalina Copritubi. Canalina da esterno per copertura canali di scarico e tubazioni · Clips di fissaggio per canalina da esterno · Tappi per canalina da esterno. Ecco i nostri tubi e canaline passacavi. Qui puoi trovare le canaline passacavi per realizzare un impianto elettrico esterno. Scegli uno dei nostri prodotti. Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi Tubi e scarichi Scopri tutti i tubi, le giunte lineari o curve e le canaline passacavi, anche con separatore di cavo, utili per Angolo Esterno Canale Mm60x20 Bianco Supporto Per Tubi Con Fascetta.

Nome: canalina da esterno per copertura canali di scarico e tubazioni
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Jump to navigation Jump to search La discesa del pluviale dalla grondaia Il tubo pluviale anche solo pluviale, comunemente detto anche discendente, spesso impropriamente chiamato grondaia, è parte integrante dei sistemi di raccolta delle acque piovane. La pioggia che cade sulla copertura del tetto tegole o altro, viene fatta cadere all'interno della grondaia dando una pendenza al tetto. Una volta nelle grondaie, l' acqua viene fatta defluire in prossimità degli spigoli oppure ogni 10 metri circa all'interno dei tubi pluviali.

Il diametro degli stessi varia dai 60 ai 120 mm per le comuni abitazioni, tenendo conto che maggiore è la distanza tra i tubi e maggiore dovrà essere il loro diametro.

Il sistema di fissaggio è caratterizzato da un collare stretto intorno al tubo, ancorato al muro tramite un tassello o un crossano.

Per evitare l'ostruzione da detriti, si scelgono filtri opportuni in base al tipo di impianto.

Le aperture di aerazione devono essere realizzate e collocate in modo da evitare la formazione di sacche di gas, indipendentemente dalla conformazione della copertura. Nel caso di coperture piane tali aper- ture devono essere realizzate nella parte piu' alta della parete di cui al punto 4.

Alle serre non si applicano tali valori. In ogni caso ciascuna apertura non deve avere superfice netta inferiore a 100 cm2. Le aper- ture di aerazione devono distare non meno di 2 m, per portate termiche non superiori a 116 kW e 4,5 m per portate termiche superiori, da cavita', depressioni o aperture comunicanti con locali ubicati al di sotto del piano di calpestio o da canalizzazioni drenanti. Le strutture portanti devono possedere i requisiti di resistenza al fuoco non inferiore a R 120, quelle di separazione da altri ambienti non inferiore a REI 120.

Le strutture devono essere realizzate con materiale di classe 0 di reazione al fuoco. Nel caso di apparecchi di portata termica complessiva inferiore a 116 kW e' ammesso che tali caratteristiche siano ridotte a R60 e REI 60.

Ferme restando le limitazioni di cui al punto 4. Nel caso di alimentazione con gas a densita' superiore a 0,8, tale apertura deve essere realizzata anche a filo del pavimento nel rispetto di quanto previsto al punto 4. E' consentita l'installazione a parete di apparecchi previsti per tale tipo di installazione.

Ecco i nostri tubi e canaline passacavi

E' consentito che piu' apparecchi termici a pavimento o a parete, previsti per il particolare tipo di installazione, siano posti tra loro in adiacenza o sovrapposti, a condizione che tutti i dispositivi di sicurezza e di controllo siano facilmente raggiungibili. Il posizionamento dei vari componenti degli impianti deve essere tale da evitare il rischio di formazione di sacche di gas in misura pericolosa 4. Nel caso di alimentazione con gas a densita' non superiore a 0,8, e' consentito l'utilizzo di un camino di sezione non inferiore a 0,1 m2.

Per impianti con portata termica complessiva inferiore a 116 kW il senso di apertura delle porte non e' vincolato. Alle porte di accesso diretto da spazio scoperto, strada pubblica o privata, scoperta, o da intercapedine antincendio non e' richiesto tale requisito, purche' siano in materiale di classe 0 di reazione al fuoco. E' consentita la comunicazione con altri locali, pertinenti l'attivita' servita dall'impianto, tramite disimpegno anche non aerato, con eccezione dei locali destinati a pubblico spettacolo, con i quali la comunicazione puo' avvenire esclusivamente tramite disimpegno avente le caratteristiche indicate al punto 4.

E' tuttavia ammesso che i locali comunichino con gli ambienti da riscaldare attraverso le condotte aerotermiche, che devono essere conformi al successivo punto 4. All'interno di autorimesse ed autoficcine potranno essere consentiti solo gli apparecchi rispondenti alle specifiche norme tecniche armonizzate.

INSTALLAZIONE: canalina e tubo scarico condensa

Se tali distanze non sono rispettate, deve essere interposta una struttura di caratteristiche non inferiori a REI 120 di dimensioni superiori di almeno 0,50 m della proiezione retta dell'apparecchio. Inoltre le pareti attraversate, in corrispondenza della condotta di scarico dei prodotti della combustione, devono essere adeguatamente protette. I generatori con bruciatore atmosferico a tiraggio naturale devono essere provvisti di un dispositivo antireflusso dei prodotti della combustione.

Nel caso di installazione in ambienti soggetti a depressione o nei quali le lavorazioni comportano lo sviluppo di apprezzabili quantita' di polveri incombustibili, gli apparecchi con bruciatore atmosferico devono essere di tipo C. Tali prescrizioni non si applicano agli apparecchi posti ad una altezza non inferiore a 2,5 m dal pavimento per i quali sono sufficienti distanze minime a 1,5 m. Nel caso di apparecchi di portata termica complessiva inferiore a kW e' ammesso che tali caratteristiche siano ridotte a R60 e REI Ferme restando le limitazioni di cui al punto 4.

Nel caso di alimentazione con gas a densita' superiore a 0,8, tale apertura deve essere realizzata anche a filo del pavimento nel rispetto di quanto previsto al punto 4.

E' consentita l'installazione a parete di apparecchi previsti per tale tipo di installazione.

Canaline copritubi

E' consentito che piu' apparecchi termici a pavimento o a parete, previsti per il particolare tipo di installazione, siano posti tra loro in adiacenza o sovrapposti, a condizione che tutti i dispositivi di sicurezza e di controllo siano facilmente raggiungibili. Il posizionamento dei vari componenti degli impianti deve essere tale da evitare il rischio di formazione di sacche di gas in misura pericolosa 4. Nel caso di alimentazione con gas a densita' non superiore a 0,8, e' consentito l'utilizzo di un camino di sezione non inferiore a 0,1 m2.

Nel caso di locali ubicati all'interno del volume di fabbricati destinati, anche parzialmente a pubblico spettacolo, caserme, attivita' comprese nei punti 51, 75, 84, 85, 86, 87, 89, 90, 92 e 94 per altezza antincendio oltre 54 m , dell'allegato al d.

Per impianti con portata termica complessiva inferiore a kW il senso di apertura delle porte non e' vincolato. Alle porte di accesso diretto da spazio scoperto, strada pubblica o privata, scoperta, o da intercapedine antincendio non e' richiesto tale requisito, purche' siano in materiale di classe 0 di reazione al fuoco. E' consentita la comunicazione con altri locali, pertinenti l'attivita' servita dall'impianto, tramite disimpegno anche non aerato, con eccezione dei locali destinati a pubblico spettacolo, con i quali la comunicazione puo' avvenire esclusivamente tramite disimpegno avente le caratteristiche indicate al punto 4.

E' tuttavia ammesso che i locali comunichino con gli ambienti da riscaldare attraverso le condotte aerotermiche, che devono essere conformi al successivo punto 4.

Inoltre: - nel caso in cui le lavorazioni o le concentrazioni dei materiali in deposito negli ambienti da riscaldare comportino la formazione di gas, vapori o polveri suscettibili di dare luogo ad incendi o esplosioni non e' permesso il ricircolo dell'aria; - l'impianto deve essere munito di dispositivo automatico che consenta, in caso di intervento della serranda tagliafuoco, l'espulsione all'esterno dell'aria calda proveniente dall'apparecchio; - l'intervento della serranda tagliafuoco deve determinare automaticamente lo spegnimento del bruciatore.

All'interno di autorimesse ed autoficcine potranno essere consentiti solo gli apparecchi rispondenti alle specifiche norme tecniche armonizzate.

Qualora non siano soddisfatti i requisiti di incombustibilita' o di resistenza al fuoco, l'installazione all'interno deve avvenire nel rispetto delle seguenti distanze: - 0,60 m tra l'involucro dell'apparecchio e le pareti; - 1,00 m tra l'involucro dell'apparecchio ed il soffitto.

Se tali distanze non sono rispettate, deve essere interposta una struttura di caratteristiche non inferiori a REI di dimensioni superiori di almeno 0,50 m della proiezione retta dell'apparecchio. Inoltre le pareti attraversate, in corrispondenza della condotta di scarico dei prodotti della combustione, devono essere adeguatamente protette. I generatori con bruciatore atmosferico a tiraggio naturale devono essere provvisti di un dispositivo antireflusso dei prodotti della combustione.

Nel caso di installazione in ambienti soggetti a depressione o nei quali le lavorazioni comportano lo sviluppo di apprezzabili quantita' di polveri incombustibili, gli apparecchi con bruciatore atmosferico devono essere di tipo C. Tali prescrizioni non si applicano agli apparecchi posti ad una altezza non inferiore a 2,5 m dal pavimento per i quali sono sufficienti distanze minime a 1,5 m. Gli apparecchi possono essere installati a pavimento od a una altezza inferiore a 2,5 m, se protetti da una recinzione metallica fissa di altezza non inferiore a 1,5 m e distante almeno 0,6 m e comunque posta in modo da consentire le operazioni di manutenzione e di controllo.

I giunti antivibranti devono essere di classe di reazione al fuoco non superiore a 2. Negli attraversamenti di pareti e solai, lo spazio attorno alle condotte deve essere sigillato con materiale in classe 0 di reazione al fuoco, senza tuttavia ostacolare le dilatazioni delle condotte stesse.

L'attraversamento dei soprarichiamati locali puo' tuttavia essere ammesso se le condotte o le strutture che le racchiudono hanno una resistenza al fuoco non inferiore alla classe del locale attraversato ed in ogni caso non inferiore a REI Qualora le condotte attraversino strutture che delimitano compartimenti antincendio, deve essere installata, in corrispondenza dell'attraversamento, almeno una serranda, avente resistenza al fuoco pari a quella della struttura attraversata, azionata automaticamente e direttamente da: - rivelatori di fumo, installati nelle condotte, qualora gli apparecchi siano a servizio di piu' di un compartimento antincendio e si effettui il ricircolo dell'aria; - dispositivi termici, tarati a 80 gradi C, posti in corrispondenza delle serrande stesse negli altri casi.

In ogni caso l'intervento della serranda deve determinare automaticamente lo spegnimento del bruciatore. I moduli devono essere installati a non meno di 0,6 m dalle pareti. La norma che regola tali sistemi di raccolta delle acque è la UNI , che da istruzioni su come progettare ed eseguire l'impianto a perfetta regola d'arte.

Nella normali attività casalinghe, commerciali e di produzione, si utilizza gran parte delle risorse idriche a nostra disposizione, sprecando il più delle volte l'acqua potabile. Ancora oggi, si utilizza l'acqua potabile per eseguire una serie di operazioni dove basterebbe utilizzare le sole acque pluviali correttamente raccolte per evitarne il suo uso e spreco. Proprio nella Legge Finanziaria del , fu previsto l'obbligo, per ogni nuova costruzione, di utilizzare sistemi per il recupero e reimpiego delle acque piovane.

Grazie a tale legge, sono sempre più diffusi negli edifici impianti di raccolta delle acque piovane sul tetto per permettere il suo successivo riutilizzo.

Considerando che la media del consumo d'acqua pro capite è di circa litri, dove più della metà potrebbe essere sostituita da acqua non potabile, si riuscirebbe a risparmiare una grande quantità di acqua potabile da destinare al solo consumo alimentare.

Una necessità dovuta anche dal fatto che, con l'aumento del fabbisogno d'acqua, si estrae sempre più dalle falde acquifere una quantità maggiore di acqua rispetto a quella che si infiltra nel terreno con le precipitazioni. Va ricordato che, tale recupero, è regolamentato dal Decreto Ministeriale n. Il recupero delle acque reflue avviene mediante un particolare trattamento depurativo, al fine di renderla idonea per il suo riutilizzo per essere poi immessa in una rete di distribuzione.

Questi trattamenti, realizzati con speciali impianti di recupero, sono semplici e non eccessivamente costosi. Il sopracitato Decreto Ministeriale, all'articolo 3, determina la destinazione d'uso civile dell'acqua recuperata, rendendo possibile l'impiego in: - alimentazione degli impianti di scarico dei servizi igienici; - alimentazione dei sistemi di raffreddamento e di riscaldamento; - alimentazione delle reti duali di adduzione, che devono essere sempre separate dalle reti d'acqua potabile; - lavaggio delle strade cittadine.

Come funziona un impianto di recupero e riutilizzo delle acque piovane Un impianto di recupero e riutilizzo delle acque piovane è un sistema che non richiede grossi interventi di installazione, non occupando molto spazio, e a volte con particolari collocazioni risulta invisibile. La prima parte del sistema di recupero effettua la captazione delle acque, poi avviene un filtraggio necessario per eliminare le impurità dall'acqua e l'accumulo delle stesse.

L'intercettazione delle acque avviene mediante collegamenti alle grondaie e pluviali, convogliandole a un particolare sistema di filtrazione per poi essere diretta a un serbatoio di accumulo.

Il filtro evita di far giungere nel serbatoio materiali che sedimentando andrebbero a intasare l'impianto e ad alterare le proprietà dell'acqua.

CANALINA A BATTISCOPA

Esistono vari tipi di filtri: il filtro a camere, il filtro autopulente e il filtro centrifugo, dove la sua scelta dipende dalla superficie captante e dalla possibilità di posizionarlo interrato. In zone particolarmente inquinate bisogna prevedere, oltre i tradizionali filtri, delle modalità di depurazione dell'acqua, trattando quest'ultima a seconda dell'uso che se ne vuole fare e delle normative da rispettare in merito.

Tale tecnica sfrutta la vegetazione di piante acquatiche creando una flora batterica che depura le acque piovane che si accumulano nelle vasche. A partire dal serbatoio di accumulo si sviluppa una rete di distribuzione formata da tubazioni che, tramite una pompa di mandata controllata da una centralina elettronica, ripartisce l'acqua recuperata alle varie utenze.


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