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Resistenza per scaricare condensatori

Posted on Author Gardagore Posted in Autisti

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  2. Resistenze per carica scarica condensatori
  3. Scarica di un condensatore

Resistenze per carica scarica condensatori. Questo tipo di resistori sono presenti nei circuiti RC e permettono la carica e la scarica della capacità in un tempo. Progettare una resistenza significa stabilirne il valore R in ohm, e la potenza P in watt. Nel caso della resistenza di scarica per un condensatore. Nell'animazione è schematizzato un circuito per la carica e la scarica di un condensatore C. Chiudendo T1 il condensatore si carica attraverso la resistenza R1. che riguarda il poter scaricare un condensatore in tutta sicurezza per Bah.​la prima cosa che mi viene in mente è una banale resistenza.

Nome: resistenza per scaricare condensatori
Formato: Fichier D’archive
Sistemi operativi: MacOS. Android. iOS. Windows XP/7/10.
Licenza: Gratis!
Dimensione del file: 66.27 MB

Giusta precisazione. Non sono esperto di microcontrollori e quindi faccio una domanda. Ieri stavo immaginando un possibile scenario per scaricare il condensatore riferito mfsaul che implicasse proprio l'uso di un transistor che entri in funzione in fase di spegnimento assenza di alimentazione , per mezzo di una porta del controllore.

In pratica se riuscissi a dire al PIC di abbassare il livello di una sua porta che vada a comandare un PNP di un TR, riesco quindi a deviare il percorso della V fino al suo esaurimento. E' un cane che si morde la coda in quel modo come fai a sapere che non c'è più l'alimentazione se la misuri proprio sul condensatore che vuoi scaricare. Dovresti misurarla a monte in qualche altro modo, prima del ponte o in qualsiasi altro modo.

Allora non ci sarebbe più bisogno di provocare la scarica del condensatore.

Sfruttando questo tipo di collegamento, è possibile gestire dei tempi regolati all'interno dei circuiti elettronici, è possibile quindi creare i cosiddetti oscillatori, ovvero circuiti strutturati in modo da caricare e scaricare il condensatore in maniera ciclica, generando quindi una serie di impulsi con tempi on-off regolabili a nostro piacimento, o ancora è possibile creare circuiti che generino un solo impulso di tempo variabile ad esempio per resettare eventuali integrati o altri circuiti all'accensione, o ancora creare dei veri e propri timer o temporizzatori.

Proprio come avviene nel campo idraulico, con gli appositi polmoni per stabilizzare la pressione, che quando c'è un aumento di pressione il polmone si carica assorbendo la pressione in eccesso, quando c'è una diminuzione il polmone si scarica restituendo pressione, allo stesso modo il condensatore è in grado di assorbire gli sbalzi di tensione, caricandosi quando c'è un repentino aumento di tensione, e scaricandosi, quindi restituendo tensione quando c'è un repentino calo di quest'ultima.

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I grossi condensatori, all'interno degli alimentatori, servono proprio a svolgere questa funzione di livellamento, andando a livellare e quindi rendere più stabile la tensione di alimentazione. Ma non è ancora finita, il condensatore possiede ancora un altra caratteristica, che viene spesso sfruttata all'interno dei circuiti elettronici. Il condensatore è sensibile alla corrente o tensione alternata, quando è posto in circuito a corrente alternata, il condensatore crea un impedimento al passaggio della corrente.

In pratica si comporta come se fosse una resistenza, che varia il suo valore al variare della frequenza, questa resistenza prende il nome di reattanza capacitiva, viene indicata con la sigla XC e proprio come la resistenza si misura in ohm.

Resistenze per carica scarica condensatori

Dalla formula è facilmente intuibile che la reattanza capacitiva è inversamente proporzionale alla frequenza, quando quest'ultima diminuisce la reattanza aumenta. Quando la reattanza diviene molto elevata, il passaggio di corrente è talmente piccolo da considerare il condensatore come un circuito aperto, e quindi possiamo dire che il condensatore blocca le frequenze ad un certo valore di frequenza, in pratica si comporta come un filtro che lascia passare le frequenze oltre un certo valore, bloccando quelle al disotto dello stesso valore.

Ed è proprio questo un altro utilizzo del condensatore, ovvero quello di filtrate i segnali elettrici. Visto il principio di funzionamento di un condensatore a grandi linee, se colleghiamo quindi ai suoi capi i puntali del tester sarà sufficiente l'esigua tensione disponibile ai capi dei due puntali per immettere una minima carica nel condensatore in esame ed osservare come da una iniziale resistenza elevata si passa rapidamente ad una valore di resistenza bassa condensatore carico per poi ritornare al valore iniziale man mano che il condensatore si scarica.

Colleghiamo quindi il puntale positivo del tester al terminale positivo se trattasi di un elettrolitico del nostro condensatore ed il puntale negativo all'altro terminale.

Scarica di un condensatore

Se il condensatore è in ottimo stato vedremo la lancetta spostarsi rapidamente verso destra resistenza bassa per poi ritornare gradualmente alla posizione iniziale di sinistra resistenza alta o infinita. Ripetiamo un paio di volte la misurazione, dopo avere cortocircuitato i due terminali del condensatore, e se il risultato sarà uguale potremo considerare il nostro condensatore in ottimo stato.

Sono superiori ai precedenti come stabilità alla temperatura ed alle frequenze elevate; sono tuttavia più costosi e la loro capacità non raggiunge valori molto elevati. Come i precedenti, devono essere montati in circuito osservando la polarità indicata in prossimità dei terminali. In merito all'aspetto, possono presentarsi nella classica forma a disco, o nella vecchia forma di un tubetto con i terminali alle due estremità.

I ceramici a disco sono molto usati in parallelo agli elettrolitici, per fugare a massa le alte frequenze. Il metodo più semplice è quello per confronto.

Poichè in corrente continua i condensatori rappresentano solo un contatto aperto, per eseguire la misura che ci interessa ci serviremo di una corrente alternata. Nel fare le vostre misure, tenete presente questo aspetto; se trovate che la tensione ai capi di Cr è maggiore di quella su Cx, dovete provare ad usare un Cr di maggiore capacità. Ricordate poi che nel caso dei condensatori non è quasi mai necessaria una grande precisione, per cui è sufficiente che troviate due tensioni abbastanza vicine per considerare terminata la misura.

Tanto per fare l'esempio che si vede nelle figure, se trovate 11,9 su Cr e 12,3 su Cx potete ben dichiarare che i due condensatori sono uguali!

Quando si vuole utilizzare un elettrolitico che ha già lavorato in circuito per un certo tempo, o che comunque è piuttosto vecchio, è sempre bene procedere ad un controllo, sia pure veloce, del suo stato di salute. Il condensatore va scaricato collegando fra i due terminali una resistenza da 2 o più watt, del valore di qualche decina di ohm; non è opportuno mettere in corto i terminali servendosi di un oggetto metallico, poichè, a causa dell'elevato picco di corrente, la scarica istantanea con relativa scintilla potrebbe danneggiare il condensatore.


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