Adsboel.net

Adsboel.net

Kubuntu 6.06 scarica

Posted on Author Sale Posted in Multimedia

  1. Manuali guide e tutorial per conoscere Linux
  2. Lista delle distribuzioni basate su Ubuntu
  3. Kubuntu 6.06: Linux più facile di Windows? P.te 2

Crediamo che qualsiasi utente di computer debba essere libero di lavorare nell' ambiente di propria scelta e di scaricare, modificare, studiare e condividere il. avevo pensato bene di installare kubuntu .potreste dirmi se devo scaricare la versione desktop o l altra?? ho già provato a installare la. Grazie per l'interesse verso Kubuntu LTS - il rilascio Dapper Drake. Kubuntu Il codice che compone il Software Libero è disponibile per tutti da scaricare. La versione di Kubuntu è stata implementata per garantire stabilità del sistema, È possibile scaricare un file immagine con il quale masterizzare un DVD.

Nome: kubuntu 6.06 scarica
Formato: Fichier D’archive
Sistemi operativi: iOS. Android. Windows XP/7/10. MacOS.
Licenza: Gratis!
Dimensione del file: 48.31 MB

Effettua il login. Collegamenti Rapidi. Ho scaricato il pacchetto "firefox Dalla console mi posiziono nella cartella contenente i file estratti e inserisco il comando. Codice: Seleziona tutto libgtk-xll 2.

Il mio notebook un HP zdea processore pentium 4 prescott, 2 gb di ram gb di hd scheda video ati mi sembra x con mb di ram dedicati. Come si usano gli snapshot? Reinstallano il sistema da zero o permettono un aggiornamento senza perdere i pacchetti già installati e le configurazioni? Attualmente ho installata la Milestone 2.

Silvan, grazie della risposta, ma siccome sto sperimentando, ho installato la 2. Capisco che sia vuota quella degli update, visto che lo snapshot è di ieri, ma di pacchetti mi aspettavo di vederne a centinaia, analogamente a quel che vedo nella versione Milestone, che è installata su un altro PC.

Magari è banale ma non sono riuscito a capirlo. Trovi la funzione per aggiungere o rimuovere programmi nel centro di controllo openmamba sulla tray icon bar in basso a destra.

Il problema di KPackageKit è stato segnalato allo sviluppatore ma ancora non è stata trovata una soluzione. Gli svantaggi e il consiglio a non lavorare come root esistono da quando esiste linux e prima, quindi non ritorno su questo punto, su cui credo che puoi trovare facilmente informazioni in rete.

Come sviluppatore di openmamba non vedo alcun beneficio, anzi, a supportare questa modalità per cui potresti non avere molto supporto. Esatto, questo è il comportamento atteso se il programma viene eseguito come root, come ho spiegato nel mio post precedente. Per quanto riguarda la eth0, non credo che sia stata la tua modifica al file ifconfig. Non contento ho scaricato la versione cd e anche con questa in live tutto funziona, la installo ma poi al riavvio del computer non carica il sistema.

Ciao da Pietro, spero che lo risoplviamo il problema perchè gia in live la Distro mi piace e poi anche perchè è un prodotto italiano. Se non cambia nulla verifichiamo come e dove sono collocati i file di boot di ubuntu e modifichiamo lo script in modo da rilevarli. Ciao, ieri ho installato la distro openmamba con il file system ext2, mi ha rilevato gli altri due S. Per installare la voce consigliata e quella successiva altra mezzora circa. Apro allora il secondo programma disponibile per installare aggiornamenti e programmi ma nulla anche con questi.

Cerco di installare il pacchetto della lingua italiana che noto mancare ma anche questo non va a buon fine. Installo nuovamente la Distro Sidux Come prima cosa ti consiglio di usare il filesystem ext3 anziché ext2, che mi pare sia anche la scelta predefinita. Per verificare i problemi di riscaldamento ti consiglio di generare un report usando il programma mambareport e di inviarlo a reports openmamba.

Dallo stesso report si capirà se hai installato la versione 2. Pultroppo ho visto che la Vostra sede è a Torino e io abito nella parte opposta del nord Italia. Ubuntu, desktop Gnome 2. Le altre versioni del kernel sono più aggiornate rispetto alla versione che stai utilizzando attualmente con openmamba 2.

Attenzione che il kernel 2. Ieri ho subito scaricato la testcd ed installata. Durante questa fase la temperatura della CPU andava da 52 a 55 gradi cosa accettabile. Quando la live è partita ho notato che come prima schermata non me la dava a pieno schermo ma a tre quarti centrandola nello schermo … quando la live era operativa va a tutto schermo , ma con una risoluzione grossolana, penso che tutto vada e che una volta installato il tutto si sistemi anche perchè di openmamba ho provato ad installare la versio cd — dvd — e dvdgames non avendo mai riscontrato questa cosa.

Riavvio il pc e noto che la risoluzione è tornata grossolana come prima riprovo allora ad installare nuovamente openoffice questa volta un pacchetto alla volta ma nulla nenche questa volta ancora temperature elevate e nulla di fatto.

Openmamba mi piace per tanti motivi …. Per il discorso dello schermo nero e delle ventole, ci sarà evidentemente un bug, e se vuoi ci puoi fornire le informazioni che servono e che ti vengono richieste in questo forum e attendere che qualcuno si occupi del problema per cercare di risolverlo, che in questo caso penso sarei io. Per esempio quando lo schermo diventa nero e le ventole si mettono a girare puoi provare ad accedere ad una console premendo CTRL-ALT-F1, fai il login come root e lanci il comando openmamba-makereport.

Manuali guide e tutorial per conoscere Linux

Per il problema della risoluzione video ho mandato un aggiornamento che sistemerà il rilevamento automatico nella prossima versione dei livecd. Per il problema del surriscaldamento vedo che non funziona il frequency scaling, ma al momento non so dire altro.

Gli altri problemi, a parte childsplay e il volume, sono noti. Uno non è un problema: il centro di controllo ATI Catalyst non funziona perché il sistema sta usando il driver radeon open source. Grazie per gli apprezzamenti, spero che la tua impressione positiva su openmamba continui e migliori nel tempo. Suggerisco per avere maggiori probabilità e velocità di risposta di evitare di farne troppe in una volta sola e di creare o usare discussioni esistenti che abbiano un titolo pertinente con le domande.

Scusami se dico una ca…. Cosa significa che hai provato con smart con esito negativo? Io ho fatto la stessa identica operazione ieri con esito positivo. Riguardo alla frase che citi fai attenzione a distinguere tra software open source e no, infatti parlo di software commerciale. Se hai le opportune conoscenze puoi fare tutto da te, puoi contribuire ad openmamba, oppure puoi attendere oppure puoi attivare un rapporto commerciale con mambaSoft per avere quello che desideri.

Essendo un sistema open source le possibilità sono tante e sono sempre più o meno le stesse di tutti i sistemi open source. Spero di non essere stato frainteso, volevo cercare di capire cosa potevo trovare e installare su openmamba;.

Esempio, se io dal sito di Virtualbox scarico il pacchetto rpm con restrizioni di licenza per fedora o mandriva ecc.

Potrebbe piacerti:COME SCARICO DA YOUTUBE

Supportare i pacchetti distribuiti in formato binario in openmamba significa questo. KPackageKit ha sostituito il componente kpackage di kde 3 ed in questo momento è in attesa di fix per ripristinare la precedente funzionalità.

Grazie per la comprensione e pazienza che hai, come ti dicevo ho provato ad installare il pacchetto mancante per viertualbox da "smart package" ma con esito negativo. Ma, ah se hai installato il testcd devi probabilmente configurare e abilitare i repository devel e devel-kernel. Poi riprova, ma assicurati di installare kernel-mamba-vboxdrv e non kernel-mambaGB-vboxdrv. Quindi, verificate di avere la connessione Internet attiva. In caso contrario, premete il bottone "Prova Ubuntu", attivate la connessione Internet e lanciate il processo di installazione direttamente da Ubuntu Live.

In questa fase di preinstallazione, un'altra domanda che vi verrà rivolta è: desideri scaricare anche software di terze parti? Il software di terze parti è il software che non rientra nell'insieme dei package offerti da Ubuntu, come software libero. Il software di terze parti, normalmente, è software proprietario, non libero.

Normalmente, non richiede alcun pagamento, per il suo utilizzo.

Lista delle distribuzioni basate su Ubuntu

Semplicemente, la licenza d'uso prevederà una qualche restrizione. Per esempio: il codice sorgente non sarà disponibile e tantomeno modificabile. Se decidete di installare anche il software di terze parti, Ubuntu installerà quel software che si rende necessario per l'uso di applicazioni specifiche proprietarie, quali Flash o alcuni codec video.

Quindi, conservate il CD di installazione di Ubuntu, per le necessità future! Le sole scelte che dovrete selezionare sono: la versione desiderata: Desktop o Server. Le due versioni si differenziano per i package che contengono preinstallati.

Ubuntu Desktop contiene l'interfaccia grafica desktop ed i programmi normalmente richiesti da un computer di casa: editor di testo, fogli elettronici Excel , programmi per la pubblicazione di presentazioni, giochi, etc.

Nulla vi impedirà, in futuro, di installare, sulla versione desktop, anche i programmi server, oppure i programmi desktop, sulla versione server.

Se siete abituati a Windows e state installando il sistema operativo sul vostro computer di casa, Ubuntu Desktop è la scelta più appropriata. La versione a 32 bit funziona correttamente anche su sistemi a 64 bit.

Il download del file ISO non è sufficiente, per installare Ubuntu sul vostro computer. ISO è il formato usato per le cosiddette "immagini" del disco.

Una immagine di un sistema operativo o di un disco contiene, in un unico file, sia i file veri e propri, sia le informazioni relative ai file o al filesystem. Grazie a questa tecnologia, è possibile reinstallare un intero sistema operativo, ogni volta che se ne senta il bisogno, riportandolo allo stato in cui si trovava al momento della creazione dell'immagine. Questa è la tecnica che dovrebbero utilizzare tutti gli utenti Windows, visto che viene sempre il momento in cui bisognerebbe reinstallare l'intero sistema operativo, senza che se ne detenga una copia quanto meno, una copia legale.

Quindi, una volta salvata l'immagine del sistema operativo Ubuntu Linux file ISO , sul nostro disco fisso, dovremo semplicemente creare, da quella immagine, il nostro CD di installazione. Eseguita questa operazione, il CD di installazione è pronto. Una volta creato il CD di installazione, sarà sufficiente effettuare il boot del sistema dal CD. Provate, dunque, ad inserire il CD e a riavviare il computer.

Se l'elenco presente nel BIOS prevede che la prima periferica dalla quale tentare il boot del sistema sia il disco fisso HDD , ben difficilmente riuscirete ad effettuare il boot dal CD. Il boot dal CD, infatti, avverrebbe solo nei casi estremi in cui non fosse raggiungibile il Master Boot Record del disco fisso. Negli altri casi, per effettuare il boot del sistema dal CD, dovrete modificare l'ordine delle periferiche presente nel BIOS.

Per modificare l'ordine delle periferiche dalle quali tentare il boot del sistema, occorre entrare nel BIOS. Per entrare nel BIOS bisogna premere un tasto, o una combinazione di tasti, durante la fase di boot del sistema.

Il tasto, o la combinazione di tasti, da premere, durante la fase di boot del sistema, per accedere alle impostazioni del BIOS, dipende dal sistema in uso. La combinazione, o il tasto corretto viene visualizzato, sempre, durante il processo di boot, in un messaggio, che appare all'interno della schermata nera di boot, del tipo: "F10 per entrare nel SETUP", oppure "F12 per entrare nel BIOS".

Una volta entrati nel BIOS, cercate solo il menù per modificare l'ordine di boot, cercando di evitare qualsiasi altro menù, a meno che non sappiate cosa state facendo. Il BIOS, infatti, contiene la prima sequenza di istruzioni che vengono eseguite dal computer, ancor prima di aprire un sistema operativo qualsiasi. E' meglio evitare, quindi, di apportare modifiche che possano compromettere il funzionamento dell'intero sistema. Aperto il menù contenente l'ordine delle periferiche dalle quali tentare il boot, portate il CD nella prima posizione dell'elenco, lasciando il disco fisso HDD al secondo posto.

Da questo momento in poi, ogni volta in cui accenderete il computer, il BIOS cercherà un sistema operativo avviabile prima nel CD, poi, in caso di fallimento, nel disco fisso. Quante e quali partizioni riservare a Linux Ubuntu? L'installazione di Ubuntu è un processo quasi completamente automatico. Inserite il CD di installazione e riavviate il computer. Il sistema operativo Ubuntu Linux contenuto nel CD di installazione, una volta scelto il menù "Installa Ubuntu", farà il resto. Prima di partire con il processo di installazione, Ubuntu Linux vi chiederà dove installare il nuovo sistema operativo.

Con l'avverbio "dove", si intende dire: in quale partizione del disco fisso. Di tutto il processo di installazione del sistema operativo Ubuntu, questa è la fase più delicata. Potete aggirare l'ostacolo, delegando la scelta al CD di installazione.

Nel caso non aveste alcun sistema operativo preinstallato, il CD di installazione occuperà, con Linux Ubuntu, l'intero disco fisso. Nel caso aveste un sistema operativo preinstallato, per esempio Windows, il CD di installazione vi offrirà due differenti opzioni: Installa Ubuntu a fianco di Windows.

In questo caso, il CD di installazione creerà una nuova partizione in cui installare Ubuntu Linux. Questo tipo di installazione viene chiamata "Dual Boot", poichè comporta l'installazione di un programma, il bootloader GRUB , che, da questo momento in poi, vi permetterà di scegliere, ad ogni accensione del computer, il sistema operativo da lanciare Windows o Ubuntu?

Sostituisci Microsoft Windows con Ubuntu. In questo caso, la partizione contenente Windows verrà riformattata, Windows eliminato completamente e sostituito con Ubuntu. Repetita Iuvant ripetere è sempre utile : scegliendo questa opzione, la partizione Windows sarà completamente cancellata. Se avete dei dati che ritenete importanti, salvateli su un qualche supporto disco, penna, CD, DVD esterno. Nella pagina " Come installare Ubuntu Il CD di installazione, in realtà, offre sempre una terza opzione "Altro" : quella di scegliere se creare nuove partizoni, quante e quali partizioni creare e, soprattutto, in quali partizioni installare Ubuntu Linux.

Prima questione: quante partizioni riservare a Ubuntu? Ubuntu funziona a meraviglia anche se installato in un'unica partizione. Ubuntu funziona ancora meglio se alla sua area di swap viene dedicata un'intera partizione del disco fisso. L'area di swap è l'area del disco fisso che un qualsiasi sistema operativo, compreso Linux, utilizza per gestire le applicazioni e i dati da trasferire in memoria RAM. Più rapido è l'accesso all'area di swap, migliore sarà la prestazione dell'intero sistema.

Più grande sarà l'area di swap, più facile sarà il lavoro di Linux nel gestire più applicazioni aperte in contemporanea. In un sistema moderno, dove le dimensioni totali del disco non dovrebbero imporre molte limitazioni, un'area di swap adeguata potrebbe avere una dimensione doppia o tripla rispetto alla dimensione della RAM fisica. In questo caso, quindi, dedicheremmo a Ubuntu ben due partizioni: una, la più grande, conterrà il sistema operativo; la seconda, più piccola, conterrà l'area di swap.

Seconda questione: quali partizioni riservare a Ubuntu? La risposta a questa domanda, invece, dipende da due fattori: Ubuntu Linux sarà il solo sistema operativo presente nel computer? Ovviamente, nel caso fosse il solo sistema operativo installato, verrebbe installato sulla prima partizione primaria. Ubuntu Linux verrà installato in un sistema che contiene già Windows? Di conseguenza, Ubuntu Linux dovrebbe essere installato in partizioni, primarie o logiche, successive.

La cosa migliore da fare, sarebbe di decidere quali partizioni dedicare a cosa e creare le eventuali partizioni mancanti, prima di installare Ubuntu Linux. Se nel computer c'è già installato Windows e voi desiderate mantenerlo, optando per un sistema dual boot con la possibilità di scegliere, ogni volta, uno tra due sistemi operativi , dovrete, probabilmente, ridurre la partizione che contiene Windows e creare lo spazio per altre due nuove partizioni, da dedicare a Ubuntu Linux.

Attenzione: non è detto che la partizione che ospita Windows sia ulteriormente frazionabile. Il solo modo per verificarlo è di eseguire le seguenti due operazioni: deframmentazione della partizione. Windows salva i file, sul disco fisso, in blocchi fissi di byte, chiamati cluster. Se le dimensioni del file da salvare sono superiori alle dimensioni del cluster, Windows frammenta il file in più cluster. Naturalmente, non è detto che i cluster riservati ad un singolo file siano contigui l'uno all'altro, visto che non è detto che, al momento del salvataggio del file, il cluster contiguo non fosse già occupato da un altro file.

Windows, quindi, cerca, nel salvare un file, il cluster libero più vicino al precedente. E' possibile, quindi, che un file venga salvato in cluster molto distanti fra loro. Se anche aveste una partizione Windows con molto spazio libero, ma con un solo cluster occupato verso la fine della partizione, quella partizione risulterebbe indivisibile.

La deframmentazione della partizione dovrebbe spostare il contenuto di quel cluster in un cluster più vicino a tutti gli altri cluster già occupati, liberando, quindi, sufficiente spazio per la creazione di una partizione aggiuntiva. Utilizzate esclusivamente il programma Microsoft , "Gestione disco", presente in Windows 7 e Windows Vista: Pannello di Controllo Sistema e Sicurezza Strumenti di Amministrazione Gestione Computer Gestione Disco per evitare inconvenienti che potrebbero rendere inaccessibile anche la partizione Windows.

Alla pagina Ridimensionare Partizione Windows trovate le istruzioni su come ridimensionare la partizione Windows. Nel caso non aveste installato Windows 7 o Windows Vista, provate ad affidarvi al programma di partizionamento dei dischi di Linux, per esempio GParted. Alla pagina Partizionamento Manuale trovate le istruzioni per l'uso di GParted. Una volta create le due nuove partizioni, dovrete assegnare, a ciascuna di esse, un filesystem.

Il filesystem è l'insieme delle regole che determina la distribuzione dei file su disco fisso. Ciascuna partizione è contraddistinta da un filesystem. Nel nostro caso, il filesystem di Windows è già installato e non deve essere modificato.

Quello che ci resta da fare è determinare il filesystem da assegnare alla o alle partizioni di Linux Ubuntu. Per quanto riguarda la partizione di swap, la scelta è obbligata: Linux swap swap, in realtà, non è un filesystem.

Durante l'installazione, vi verrà chiesto di creare un account utente. Linux Ubuntu permette di accedere al sistema con tutte le prerogative di un amministratore root , solo associando il nostro account utente ad un gruppo che abbia le prerogative di root. Linux Ubuntu non crea un account " root ".

Linux Ubuntu accetta un account utente senza la password. Evitate di creare un simile account, presupposto essenziale per la creazione di un sistema operativo insicuro, instabile e alla mercé di chiunque. Ricordate che un account utente deve essere composto da un nome account e da una password. Altrimenti, che account utente sarebbe mai??

Kubuntu 6.06: Linux più facile di Windows? P.te 2

Aprireste un conto account corrente bancario, senza lasciare la vostra firma? Ambiente desktop e ambiente a riga di comando Un sistema operativo, una volta aperto, resta in attesa dei comandi dell'utente. Quando riceve un comando, il sistema operativo esegue un programma e restituisce, all'utente, la risposta fornita dal programma eseguito output. Quindi, deve esistere un ambiente in cui sia possibile questa continua interazione tra l'utente ed il sistema operativo, un ambiente che offra all'utente la possibilità di inviare comandi al sistema operativo e gli strumenti per ricevere le risposte inviate dal sistema operativo.

Il terminale esegue un programma, chiamato shell, la cui unica funzione è quella di restare in attesa dei comandi dell'utente, interpretare il comando ricevuto, lanciare il programma al quale inviare il comando ricevuto ed attendere la risposta del programma, per poi girarla all'utente.

Questo ambiente, che è una vera e propria interfaccia, posta tra l'utente ed il sistema operativo, è chiamato: terminale, oppure ambiente a riga di comando, oppure semplicemente shell.

E' l'ambiente Linux per eccellenza. Importato dai sistemi operativi Unix, viene costantemente implementato, potenziato, perfezionato. L'ambiente a riga di comando permette di eseguire decine di migliaia di programmi, offrendo, contemporaneamente, la possibilità di specificare, per ciascun comando, una serie vastissima di opzioni e parametri, che modificano il comportamento del programma invocato.

Il solo problema, per l'utente, posto da un ambiente Linux a riga di comando, è ricordare tutti i comandi disponibili e, per ciascun comando, tutte le opzioni ed i parametri disponibili.

Per tutti gli utenti Windows, abituati ad una interfaccia utente grafica, più semplice ed intuitiva, i sistemi Linux, Ubuntu compreso, hanno creato un ambiente Desktop, fatto di menù grafici, finestre, icone e mouse. Un ambiente desktop è, certamente, più intuitivo, rispetto all'ambiente a riga di comando, ma è anche più limitato, vista l'impossibilità di rappresentare graficamente migliaia e migliaia di comandi in una sola schermata video.

Non solo: un ambiente desktop è, spesso, anche il più instabile, da un punto di vista formale. La disposizione delle icone, le icone stesse, le finestre e tutti gli elementi grafici possono essere profondamente diversi tra una versione e l'altra dello stesso sistema operativo, Windows compreso.

Spesso, il problema, in ambiente desktop, è: dove trovo quel programma? Dove hanno messo quella funzione? Ubuntu Desktop non fa eccezione. I soli rimedi a questa carenza di informazione sono la lettura di una buona guida e l'uso costante dell'ambiente desktop, che dovrebbe comportare una sempre maggiore familiarità con la sua architettura.

Se avete installato, sul vostro PC di casa o di ufficio, la versione desktop di Ubuntu, ricordate che potete sempre aprire un terminale, per passare all'ambiente di shell. La prima operazione da eseguire, non appena conclusa l'installazione, è l'aggiornamento del sistema operativo. Attenzione: l'installazione del nuovo sistema operativo è stata eseguita da Ubuntu Live.

Ubuntu Live non ha nulla a che vedere con il nuovo sistema operativo appena installato sul disco fisso. Quindi, non appena conclusa l'installazione, Ubuntu Live vi chiederà se desiderate continuare ad utilizzare Ubuntu Live oppure se preferite chiudere Ubuntu Live e ricaricare il nuovo sistema operativo da disco fisso.

Naturalmente, questa seconda opzione è quella corretta. Una volta caricato il nuovo sistema operativo da disco fisso, vi ritroverete un sistema operativo composto da più package programmi. E' molto probabile che qualcuno di questi package richieda già un aggiornamento.

Per saperlo, è sufficiente lanciare un gestore di pacchetti, o Package Management System. Se avete installato la versione Desktop di Ubuntu, Ubuntu si presenterà a voi nella sua versione grafica simile a Windows, con le icone grafiche.

A terminale aperto, dovrete scrivere ed eseguire ENTER due comandi separati: sudo apt-get update per aggiornare l'elenco dei package disponibili, ed il comando: sudo apt-get dist-upgrade per richiedere l'installazione di tutti gli aggiornamenti disponibili. Trattandosi del primo aggiornamento, è possibile che abbiate qualche centinaio di package da aggiornare: l'operazione, quindi, potrebbe richiedere qualche tempo. Se preferite, invece, aggiornare il sistema con un programma che sia invocabile dal desktop e che abbia una interfaccia grafica, allora potete utilizzare il programma che, da Ubuntu


simile